Un servizio su l'Espresso attacca il biologico, accusandolo di business senza fondamento. Le polemiche infuriano ma Bizy vi racconta la verità.
La copertina del settimanale L'Espresso della scorsa settimana "Bio che bluff" ha riaperto il dibattito sugli alimenti biologici che, secondo lo strillo, non sono diversi da quelli tradizionali se non nel prezzo, cioè costano molto di più.
L'Espresso - come molti settimanali - non è nuovo a strilli acchiappalettori. Strilli che vengono poi smentiti se si legge approfonditamente l'articolo, cosa che però in genere i lettori non fanno.
Il titolista ha sicuramente fatto vendere più copie alla rivista ma ne è uscito penalizzato un settore fondamentale per la nostra salute e, ancora, quella dei nostri piccoli e della nostra Terra.
L'equivoco fondamentale sul quale si basa l'articolo e le sue statistiche - che pena - è che la gente pensa che "biologico" sia sinonimo di "dimagrante". Il che è ovviamente sbagliato. In effetti l'idea che stiamo acquistando prodotti migliori per la nostra salute induce una sensazione di benessere che per molte si riflette poi anche nella linea. Ma non è che i cibi bio fanno dimagrire. Bio vuol dire che si producono prodotti nel rispetto dei ritmi naturali di produzione della terra, che non si usano sostanze chimiche né per far crescere prima le piante, né per renderle più belle, che si rispetta il lavoro delle persone.
Un merito l'articolo cialtrone de l'Espresso tuttavia ce l'ha: quello di aver risvegliato le associazioni di settore, l'opinione pubblica e di averci stimolato a volerne sapere di più, a non voler farci fregare.
Vivere bio, in modo più consapevole e responsabile nei confronti della nostra salute e del nostro ambiente è l'unica strada che abbiamo per non peggiorare ulteriormente uno stile di vita (o di morte) al quale ahimé siamo altrimenti condannati.
Che ne pensate? Veniamo a dircelo nel bizyblog.
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