L’offerta dei ristoranti etnici è ormai vastissima. Gustosa, saporita, insolita ma anche dietetica? Ecco i trucchi per imparare i cibi giusti da scegliere dal menù.
Uno degli effetti positivi della globalizzazione e della massiccia immigrazione è quello di aver importato in Italia nuovi sapori, nuovi alimenti e soprattutto nuovi modi di cucinarli e gustarli.
Impresa non facile nel paese della buona cucina per antonomasia, tuttavia gli italiani sono per natura curiosi e sperimentatori appassionati e quindi, voilà, siamo subito pronte ad accosciarci in terra per gustare un vero sushi o ad abbandonare le posate per abbandonarci al piacere della cucina africana.
Ma per stare in forma e non passare la notte tormentate dalla vendetta di Montezuma, seguiamo i bizyconsigli!
Cinese - da evitare tutta la roba fritta: dai mitici involtini primavera, alle nuvole di gamberi ai wan ton, all’anatra laccata. Sì invece a tutte e verdure, le carni e i pesci stufati o alla griglia o al vapore. La buona notizia? I biscottini della felicità non hanno né grassi né zucchero quindi via libera.
Giapponese - tutto ciò che si chiama tempura, gemono e katsu è fritto, quindi lasciamo stare. Bene invece il tradizionale sushi e sashimi e le carni, verdure e pesci cucinati yaki, yakimono (alla griglia) e yakitori (allo spiedo).
Messicano - ok alle tortillas anche se contengono parecchi carboidrati ma no ai tacos e nachos che sono fritti. Lasciamo perdere il chorizo (salsiccia) e attenzione all’onnipresente grassissimo queso (formaggio). Perfetto invece un bel gazpacho a base di verdure e le carni alla griglia.
Arabo/turco: il gustosissimo kebab totalizza 1990 calorie. Dobbiamo aggiungere altro? Preferiamo quindi i piatti di carni stufate con verdure, legumi e yogurt.
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