La magia esiste e resiste nel sesto episodio della saga del maghetto di Hogwarts. I lettori del libro della Rowling scalpitano eccitati ma gli altri sbadigliano.
Il 15 luglio 2009 è la data che milioni di fans si sono appuntati sull'agenda e sui telefonini da quando lo scorso anno - in questa stessa epoca - è stato annunciato che l'attesa uscita sarebbe stata spostata di un anno. "Harry POtter e il principe mezzosangue" ha infatti dovuto subire un pesantissimo lavoro di editing per renderlo più comprensibile, cosa non riuscitissima. Almeno così dichiara chi lo ha visto in anteprima o scaricato dal web.
Due ore e mezza sono parecchie se non si è dei veri fan o meglio degli adepti del magico mondo creato dalla superba genialità di J.K. Rowling perché il film è davvero complesso. Lo è già la trama del libro: ecco perché è stato così complicata la resa cinematografica.
I ragazzini maghetti sono ormai cresciutelli e quindi sono pure alle prese con i primi subbugli ormonali che complicano le vicende, il Male Oscuro si è ormai radicato in maniere sempre più subdole e diffuse. Il tutto non ha reso facile il lavoro del regista David Yates.
I critici lo hanno appunto "criticato", tacciandolo di eccessiva lunghezza, episodi troppo slegati, passaggi non chiari per chi non ha letto il libro e un diffuso senso di cupezza e buio quasi angoscianti.
Ma ai fan di Harry Potter non importa un bel niente del giudizio degli adulti e quindi stasera sono tutti in fila fuori dai botteghini.
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