In Italia un imprenditore su 4 è donna. La sorpresa è allietata dal fatto che le donne italiane investono nel biologico. Non soltanto negli acquisti o nello shopping.
Qualcosa sta cambiando nelle nostre abitudini femminili. E non solo quando ci dedichiamo alla nostra attività preferita, cioè lo shopping.
Pare infatti che noi donne abbiamo deciso di dirigere le nostre energie lavorative nel mondo bio. E il risultato è che oggi il 25% dei produttori biologici sono donne.
Imprenditrici, quindi. Un gruppo composto da gente mediamente giovane e con buona scolarizzazione (il 50% di chi produce bio ha meno di 50 anni e ha in tasca almeno il diploma), oppure laureata (il 17%) e propensa all'utilizzo massiccio della tecnologia (il 52%). «Dati assolutamente originali» dicono senza troppi giri di parole gli autori dell'ultima «fotografia» del settore: quelli di Sana, manifestazione di Bologna Fiera dedicata al mondo del biologico e del benessere naturale.
I motivi che spingono noi donne a questa scelta sono i più svariati.
Per molte l’appeal della vita in città non è più tale, venendo meno il posto di lavoro. Per altre lo stress, il rumore, il disagio della folla e il logorio della città sono ormai intollerabili, per altre ancora il desiderio di dare a se stesse e ai propri figli una qualità di vita migliore: più sana, più naturale, meno costosa.
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