Sempre più cinquantenni negli Usa ricorrono alla chirurgia per rientrare nel mercato del lavoro. E da noi?
Gli spogliarelli alla Full Monty sono acqua passata. Adesso per rientrare nel mercato del lavoro i disoccupati ricorrono al bisturi. Succede sempre più spesso negli Stati Uniti, dove la crisi economica ha dato ulteriore slancio a una tendenza già in atto da qualche tempo: cinquantenni e sessantenni che si rivolgono al chirurgo plastico per poter competere con colleghi più giovani.
Il 75% dei medici, secondo l'Academy of Facial Plastic and Reconstructive Surgery, dichiara di avere avuto pazienti che si sono sottoposti a lifting per restare competitivi nel mondo del lavoro.
In Italia la situazione è diversa: quello che accade più spesso sono dei "ritocchini" per togliere qualche anno a donne che, dopo essere state a casa per anni a fare le mamme, hanno deciso di riprendere a lavorare. Di solito è una scelta che si fa soprattutto per sentirsi meglio con se stessi: in questo modo si acquista sicurezza, un fattore molto positivo anche nelle situazioni lavorative.
Negli Stati Uniti il lifting è considerato un vero e proprio investimento: i soldi spesi saranno riguadagnati grazie al nuovo lavoro. Da noi questa tendenza non si è ancora sviluppata, ma non è detto che la crisi economica riservi qualche sorpresa perché anche qui la ricollocazione sul lavoro è più difficile per i cinquantenni e presentarsi al colloquio con un aspetto giovane e curato può fare la differenza.
E voi che ne pensate? Ricorrereste alla chirurgia plastica per trovare lavoro?
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