Il latte materno è tutto ciò di cui un neonato ha bisogno, dalla nascita sino ad almeno i 6 mesi di vita.
Il latte materno contiene tutte le sostanze utili a farlo crescere in modo sano e l'allattamento contribuisce a mantenere saldo quel legame speciale e unico che, per 9 mesi, si è instaurato fra mamma e bambino ed è venuto improvvisamente meno al momento del parto.
Fino agli anni '50 e '60 la maggior parte dei neonati era nutrita direttamente dal seno materno o, in qualche caso, dalle famose balie. In quegli anni, però, la percentuale di donne che allattavano al seno per un periodo superiore ai 2 mesi scese della metà.
Le motivazioni rispetto a tale inflessione riguardavano i problemi al seno, la non convenienza sociale, un affaticamento eccessivo e l'insufficienza di latte. In realtà, causa di tale fenomeno va più che altro rintracciata in una cultura scientifica e tecnica che obbligava ad abitudini troppo severe quali, ad esempio, orari dei pasti rigidamente fissati.
L'avvento del latte in polvere fu accolto dalla società come un vantaggio per la donna che doveva occuparsi del bambino. L'allattamento naturale, così, perse sempre più terreno a favore di quello artificiale.
Oggi l'inversione a favore del ritorno all'allattamento naturale è stata pienamente riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dall'UNICEF, che sottolineano quanto siano numerosi e preziosi i benefici psico-fisici offerti dal latte materno.
L'OMS sostiene che: "Per raggiungere l'obiettivo globale di una migliore salute e di una più corretta alimentazione della madre e del bambino, tutte le donne dovrebbero essere messe nella condizione di praticare l'allattamento esclusivo al seno, e tutti neonati dovrebbero essere nutriti soltanto con latte materno, dalla nascita fino ai 4-6 mesi di vita.
I bambini dovrebbero continuare ad essere allattati al seno, ricevendo allo stesso tempo alimenti complementari adeguati, fin oltre i due anni di età. Questo ideale di nutrizione infantile deve essere raggiunto attraverso la creazione di un ambiente consapevole e che aiuti le donne consentendo loro di allattare in questo modo."
Il latte materno, inoltre, si adatta nella sua composizione in funzione della fase dell'allattamento, che corrisponde a precisi bisogni nutrizionali e a capacità digestive e di assorbimento del bambino. Diverso da una mamma all'altra, il latte cambia anche durante la giornata, da una poppata all'altra e durante ogni poppata. La diversa concentrazione dei nutrienti fornisce al bambino un alimento "vivo", perfettamente equilibrato e calibrato in relazione al mutare delle sue esigenze di crescita e capacità digestive.
Per concludere, l'allattamento al seno…
… nel bambino:
- fornisce tutti i nutrienti di cui necessita (vitamine, minerali, proteine, zuccheri e grassi);
- favorisce lo sviluppo del sistema immunitario, grazie al passaggio di anticorpi;
- assicura la giusta idratazione, grazie alla sua composizione, prevalentemente a base di acqua;
- protegge dall'insorgenza di intolleranze alimentari e allergie;
- favorisce un migliore sviluppo emotivo poiché lo aiuta a conoscere la sua mamma e a sentirla sempre vicina, tranquillizzandolo.
… nella mamma:
- consente la produzione di un ormone chiamato "ossitocina" che, causando contrazioni, favorisce il ritorno dell'utero alle sue normali dimensioni;
- riduce il rischio di tumore alle ovaie e al seno in premenopausa;
- consente di bruciare un maggior quantitativo di calorie, favorendo un recupero più rapido del peso;
- migliora la calcificazione delle ossa prevenendo l'osteoporosi;
- offre una protezione contraccettiva fino al 6° mese in assenza di mestruazioni (se la mamma allatta il proprio bambino frequentemente e anche di notte, chiedendo sempre consiglio al proprio ginecologo);
- diminuisce il rischio di depressione post partum, consentendole di sentirsi capace e appagata nel soddisfare le esigenze del suo cucciolo.
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