L’ultima trovata? Diminuire il consumo di carne per ridurre la produzione di gas serra. Attenzione, perché lo sostiene un Premio Nobel che studia i cambiamenti climatici del nostro pianeta…
Si è tenuta l’8 settembre, a Londra, la lezione del Premio Nobel per la Pace Rajendra Pachauri, Premio Nobel per la pace nel 2007, a capo del Gabinetto Intergovernativo sul Cambiamento Climatico. La lezione del dottor Pachauri ha avuto un bersaglio ben preciso: le nostre bistecche.
Secondo quanto affermato da questo insigne scienziato ed economista, la produzione di carne è eccessiva e copre ben il 18% del totale delle emissioni di gas serra prodotti dall’uomo. Un trend che, nonostante tutto, sembra in continua crescita: la domanda di carne bovina, infatti, non è diminuita nel corso dell’anno e tende anzi ad aumentare, soprattutto nei paesi emergenti.
Ancora secondo uno studio condotto dal Gabinetto Intergovernativo, basterebbe davvero poco: se in un paese come gli Stati Uniti si riducesse il consumo di carne di appena il 20%, gli effetti sarebbero immediati. Il dottor Pachauri sostiene dunque che dovremmo consumare meno carne, e nello stesso tempo mangiare carne di qualità più elevata. Niente bistecche provenienti da allevamenti intensivi (molto inquinanti), solo carni biologiche certificate, possibilmente provenienti da bestiame allevato in libertà o comunque con agricoltura biologica.
La soluzione? Consumare più legumi e pesce (ma anche il pesce, si sa, inizia a scarseggiare), e fare uno sforzo di creatività in cucina.
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